WS Hanley 2018
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WS Hanley 2018
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HanleyAssessment Funzionale pratico e trattamento di problemi comportamentali severi, stereotipia e disturbi del sonno

 

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Workshop di 3 giornate presentato da:

 

Gregory P. Hanley, Ph.D., BCBA-D

Western New England University

University of Massachusetts Medical School

 

Teatro del Baraccano, via Santo Stefano, Bologna

 

19, 20, 21 aprile 2018, ore 9.30-17.30

Traduzione simultanea in lingua italiana in cuffia

La quota di iscrizione è di 350€, comprensiva delle pause caffè del mattino e pomeriggio. Come tutte le iniziative dell'associazione il WS è riservato ai soci. Il versamento della quota associativa avverrà in contanti al momento della registrazione. La quota per l'anno sociale, che va dal 1 settembre al 31 agosto per ogni anno sociale, è di 20€.

 

Il workshop è indirizzato ad una platea professionale: Analisti del Comportamento, Psicologi, Educatori, Logopedisti, Neuropsichiatri e a tutte le professioni riabilitative ed educative.

Sono previsti 21 crediti CEU per consulenti certificati BCBA e BCaBA, dei quali 4 di etica e 3 di supervisione.

 

Il professor Hanley ha lavorato nel campo dell’applicazione dei principi dell’apprendimento per migliorare comportamenti socialmente significativi in bambini e adulti con e senza disabilità per 25 anni.

La sua formazione e il suo training derivano dalla Spurwink School, dal Groden Center, e dal Kennedy Krieger Institute, si è laureate all’Università della Florida e ha ricoperto incarichi all’Università del Kansas e al momento è professore di psicologia e direttore del programma di dottorato in Analisi del Comportamento presso l’Università Western New England oltre che Adjunct Professor di Psichiatria all’Università del Massachusetts Medical School. Il professor Hanley ha pubblicato oltre 100 capitoli di libri e articoli in riviste peer-reviewed in aree quali: valutazione e prevenzione di comportamenti problema, tecniche di insegnamento per bambini piccoli, e pratiche basate sull’evidenza. E’ Fellow dell’American Psychological Association (Division 25), past Editor di Behavior Analysis in Practice (BAP), e past Associate Editor di The Behavior Analyst, the Journal of Applied Behavior Analysis (JABA), and BAP, e al momento è Editor di JABA.

 

Per approfondimenti: http://practicalfunctionalassessment.com/

 

SEZIONE 1: Assessment funzionale di problemi comportamentali severi: un processo più sicuro, più veloce, e ugualmente efficace

 

L’intervento comportamentale può essere efficace per ridurre problemi di comportamento come le crisi comportamentali, l’autolesionismo e l’aggressione, specialmente in quei casi in cui viene condotto un assessment funzionale allo scopo di identificare il motivo per cui si verifica il comportamento problema. Nel contesto di una serie di valutazioni empiriche che dimostrano l’efficacia e la validità sociale di un processo specifico di assessment funzionale, verranno riviste le false credenze sul processo di assessment funzionale, credenze che sembrano essere molto diffuse in diverse comunità di ricerca e di pratica clinica. Tramite lezioni frontali, discussioni interattive, simulazioni e applicazioni autentiche, i partecipanti dovrebbero apprendere come condurre un’intervista per identificare le contingenze di rinforzo che possono influenzare il comportamento problema e quindi disegnare e implementare un’analisi funzionale veloce, sicura e efficace che sia derivata dall’intervista allo scopo di legittimare le contingenze di rinforzo che si sospetta siano alla base del comportamento problema. Verrà inoltre rivisto un processo di reiterazione dell’intervista e dell’analisi in quei casi in cui l’analisi iniziale non ha fornito informazioni sufficienti per procedere nel trattamento.

 

Obiettivi:

1. Il partecipante dovrebbe essere in grado di descrivere le condizioni in cui utilizzare e quelle in cui non utilizzare diverse tipologie di assessment funzionale allo scopo di comprendere le motivazioni del comportamento problema: assessment indiretti a domande aperte o chiuse, assessment descrittivi formali ed informali, analisi funzionale.

2. Il partecipante dovrebbe essere in grado di descrivere diverse strategie per migliorare la sicurezza e l’efficienza del processo di assessment funzionale, con particolare attenzione alla sezione dell’analisi funzionale.

3. Il partecipante dovrebbe essere in grado di descrivere gli obiettivi principale dell’intervista a domande aperte sull’assessment funzionale e le strategie per raggiungerli.

4. Il partecipante dovrebbe essere in grado di descrivere diverse strategie per determinare in maniera efficace se topografie differenti di comportamento problema siano influenzate dalla stessa contingenza di rinforzo.

5. Sulla base dei risultati di una intervista a domande aperte il partecipante dovrebbe essere in grado di disegnare una analisi funzionale sintetizzata che sia efficiente, individualizzata e non standardizzata.

6. Nel caso in cui i risultati di una analisi funzionale inizialmente non differenziata il partecipante dovrebbe essere in grado di descrivere diverse strategie che permettano di ri-disegnarla con successo

 

Letture per l’approfondimento:

Hanley, G. P. (2012). Functional assessment of problem behavior: Dispelling myths, overcoming implementation obstacles, and developing new lore. Behavior Analysis in Practice, 5, 54-72

Hanley, G. P., Jin, C. S., Vanselow, N. R., & Hanratty, L. A. (2014). Producing meaningful improvements in problem behavior of children with autism via synthesized analyses and treatments. Journal of Applied Behavior Analysis, 47, 16-36

Jessel, J., Hanley, G. P., & Ghaemmaghami, M. (2016). Interview-informed synthesized contingency analyses: Thirty replications and reanalysis. Journal of Applied Behavior Analysis. Advance online publication. doi: 10.1002/jaba.316

Santiago, J. L., Hanley, G. P., Moore, K., & Jin, C. S. (2016). The generality of interview-informed functional analyses: Systematic replications in school and home. Journal of Autism and Developmental Disorders, 46, 797-811

Slaton, J. & Hanley, G. P., Raftery, K. (2017). Interview-informed functional analyses: A comparison of synthesized and isolated variables. Journal of Applied Behavior Analysis

Strand R. C. W., Eldevik S. (2017). Improvements in problem behavior in a child with autism spectrum diagnosis through synthesized analysis and treatment: A replication in an EIBI home program. Behavioral Interventions, 1–10. https://doi.org/10.1002/bin.1505

 


SEZIONE 2: Il trattamento dei comportamenti problema severi: consolidare comportamenti socialmente importanti e trasferirli nei contesti e con le persone rilevanti

 

Il successo del trattamento di crisi comportamentali come autolesionismo e aggressività dipende in gran parte dal fatto che il trattamento stesso sia basato sulla funzione che il comportamento assolve per la persona con autismo. A causa del focus che nella ricerca analitico comportamentale più considerata sembra essere necessariamente sull’individuazione di cause singole, però, la ricerca analitico comportamentale si presenta spesso frammentata in studi diversi e gli studi riportano solo di rado miglioramenti socialmente validi non rendendo mai conto dell’intero processo di trattamento dal suo inizio alla sua conclusione.

In questa sessione verrà presentato un processo di trattamento per i problemi di comportamento efficace, comprensivo e validato dai genitori. Verrà presentata la ricerca comparativa che sottolinea l’importanza di concentrarsi sulle competenze comunicative e di tolleranza e sull’insegnamento di comportamenti appropriati al contesto. Verranno discussi gli aspetti organizzativi che riguardano l’implementazione di questo trattamento in diversi contesti e con figure differenti, insieme alle procedure di insegnamento per genitori e per lo staff e l’estensione del trattamento in contesti e con tempistiche realistiche.

 

Obiettivi:

1. Considerate le diverse funzioni del comportamento il partecipante dovrebbe essere in grado di disegnare interventi funzionalmente rilevanti, efficaci e basati sull’apprendimento di competenze, interventi che siano in grado di produrre miglioramenti generalizzabili e socialmente validi nei problemi comportamentali.

2. Il partecipante saprà descrivere strategie per insegnare risposte comunicative generalizzate a soggetti con comportamenti problema severi e in seguito procedure volte a differenziare le tipologie di risposta in modo da stabilire un repertorio comunicativo.

3. Il partecipante saprà descrivere le componenti chiave delle strategie per insegnare a persone con severi comportamenti problema a tollerare sia ritardi che negazioni nella consegna dei rinforzatori che hanno mantenuto in precedenza i comportamenti problema.

4. Il partecipante saprà descrivere come modellare comportamenti appropriati al contesto (collaborare, fare i compiti da solo, giocare da solo) durante i ritardi nella consegna dei rinforzatori che hanno storicamente mantenuto i comportamenti problema.

5. Il partecipante saprà descrivere gli aspetti logistici rilevanti per lo sviluppo, il trasferimento e il mantenimento del trattamento nel contesto in cui prestano il loro servizio.

 

Letture per l’approfondimento:

Hanley, G. P., Jin, C. S., Vanselow, N. R., & Hanratty, L. A. (2014). Producing meaningful improvements in problem behavior of children with autism via synthesized analyses and treatments. Journal of Applied Behavior Analysis, 47, 16-36

Santiago, J. L., Hanley, G. P., Moore, K., & Jin, C. S. (2016). The generality of interview-informed functional analyses: Systematic replications in school and home. Journal of Autism and Developmental Disorders, 46, 797-811

Ghaemmaghami, M., Hanley, G. P., Jin, S., and Vanselow, N. R. (2015) Affirming control by multiple reinforcers via progressive treatment analysis. Behavioral Interventions. 31, 70-86

Ghaemmaghami, M., Hanley, G. P., & Jessel, J. (2016). Contingencies promote delay tolerance. Journal of Applied Behavior Analysis. Advance online publication. doi: 10.1002/jaba.333

Strand R. C. W., Eldevik S. (2017). Improvements in problem behavior in a child with autism spectrum diagnosis through synthesized analysis and treatment: A replication in an EIBI home program. Behavioral Interventions, 1–10. https://doi.org/10.1002/bin.1505

 


SEZIONE 3: Sviluppare un trattamento efficace e preferito per le stereotipie

 

Spesso chi ha diagnosi di Autismo emette comportamenti ripetitivi che sembrano privi di una funzione ed ai quali ci riferiamo con il termine Stereotipia a causa della similarità formale dei comportamenti e della periodicità con cui avvengono. Agli analisti del comportamento viene spesso richiesto di sviluppare piani comportamentali per la riduzione delle stereotipie troppo frequenti. In questa presentazione verranno presentati trattamenti che (a) capitalizzano sulla natura rinforzante della stereotipia, (b) insegnano tempi e luoghi appropriate per l’emissione della stereotipia, (c) favoriscono abilità che potranno poi sostituire la stereotipia (d) siano preferiti da chi riceve il trattamento. Saranno descritte anche procedure per estendere questo modello di trattamento al comportamento ritualistico e alla stereotipia vocale.

 

Obiettivi:

1. Il partecipante dovrà essere in grado di descrivere in quali condizioni intervenire per ridurre i comportamenti stereotipati e quali sono gli obiettivi più appropriate o ottenibili riguardo ad essi.

2. Il partecipante dovrà essere in grado di descrivere gli interventi comportamentali che probabilmente non avranno l’effetto a lungo termine di risolvere la stereotipia.

3. Il partecipante dovrà essere in grado di descrivere procedure per acquisire controllo dello stimolo sulla stereotipia e l’importanza del concetto di contingenza nel disegnare interventi efficaci e preferiti per la stereotipia.

 

Letture per l’approfondimento:

Hanley, G. P., Iwata, B. A., Thompson, R. H., & Lindberg, J. L. (2000). A component analysis of “using stereotypy as reinforcement” for alternative behavior. Journal of Applied Behavior Analysis, 33, 285-297

Potter, J. N., Hanley, G. P., Augustine, M., Clay, C. J., & Phelps, M. C. (2013). Treating stereotypy in adolescents diagnosed with autism by refining the tactic of “using stereotypy as reinforcement” Journal of Applied Behavior Analysis, 46, 407-423

Slaton, J. & Hanley, G. P. (2016). Effects of multiple versus chained schedules on stereotypy and functional engagement. Journal of Applied Behavior Analysis. 49, 927–946



SEZIONE 4: Mangiare in famiglia senza piangere: una procedura efficace per la selettività alimentare

 

La selettività alimentare è un problema molto diffuso (67 to 89% degli individui, Silbaugh et al., 2016) tra bambini con disabilità dello sviluppo. In questa popolazione la selettività alimentare è stata trattata principalmente tramite rinforzo differenziale ed estinzione. L’estinzione e in particolare l’estinzione della fuga, nonostante sia efficace presenta anche molteplici effetti potenzialmente negativi (come per esempio un incremento nei problemi di comportamento come aggressioni, conati di vomito, vomito). In questa sessione verrà discusso un processo di assessment che mira a rendere i pasti un contesto in cui modellare comportamenti adatti e la consumazione di cibi non preferiti senza estinzione della fuga. Una volta che sia stabilito il contesto, verranno discusse due procedure distinte di shaping. Entrambe si appoggiano sul modellare la consumazione di cibi non preferiti con rinforzi sintetizzati e procedure di parziale estinzione nelle quali la fuga viene resa disponibile per tutti i comportamenti mentre i rinforzi positivi sono disponibili solo per quei comportamenti che sono espressamente oggetto di shaping. Una delle procedure si appoggia su un modello basato sulla scelta e sull’impegno ed è più adatta a bambini con forti competenze verbali. L’altra si appoggia sullo shaping del linguaggio relativo al pasto e dei comportamenti di tolleranza e accettazione ed è più adatta a bambini con repertori comunicativi ridotti o emergenti

 

Obiettivi:

1. Il partecipante dovrà essere in grado di descrivere come condurre un’intervista e identificare i cibi preferiti, non preferiti e le contingenze che possibilmente mantengono la selettività alimentare.

2. Il partecipante dovrà essere in grado di descrivere il contesto motivazionale per l’intervento sulla selettività alimentare.

3. Il partecipante dovrà essere in grado di descrivere due procedure di shaping per la selettività alimentare in studenti con e senza solidi repertori comunicativi per promuovere la consumazione di cibi altamente non preferiti senza causare risposte emotive o comportamenti problema importanti.

 


SEZIONE 5: Problemi di sonno in bambini con autismo: prevalenti, rilevanti e trattabili da parte di un analista del comportamento

 

I problemi di sonno sono frequenti tra i bambini, in particolar modo tra quelli con autismo, e il benessere dei bambini e delle loro famiglie ne è influenzato negativamente. Queste problematiche sono però sensibili al trattamento da parte di analisti del comportamento. In questa presentazione verrà descritto il percorso specifico utilizzato da parte degli analisti del comportamento per indirizzarsi ai problemi di sonno come ad esempio addormentarsi troppo lentamente, frequenti risvegli notturni, sonno di breve durata ogni notte. Verranno descritte e caratteristiche cruciali dell’intervento comportamentale insieme alla cornice concettuale che guida l’analista del comportamento quando si approccia alla comprensione delle variabili che influenzano i problemi di sonno e poi disegna interventi individualizzati.

 

Obiettivi:

1. Il partecipante sarà in grado di descrivere la procedura di assessment che permette di identificare le probabili cause di addormentamenti che richiedono tempi lunghi e dei risvegli notturni in bambini piccoli.

2. Il partecipante dovrà essere in grado di descrivere aspetti delle routines serali, tabelle orarie e dipendenze che sostengono o inibiscono un sonno salutare.

3. Il partecipante dovrà essere in grado di descrivere i diversi trattamenti per i problemi notturni che interferiscono con l’addormentamento o il restare addormentati durante la notte e sono basati sulla funzione.

Letture per l’approfondimento: Jin, C. S., Hanley, G. P., & Beaulieu, L. (2013). An individualized and comprehensive approach to treating sleep problems in young children. Journal of Applied Behavior Analysis, 46, 161-180